The Thirteenth General Meeting

The Thirteenth General Meeting
of the International
Thomas Merton
Society

 

Sacred Heart University
Fairfield, Connecticut,
13 – 16 giugno, 2013
USA


Testimonianza di Don Mario Zaninelli, coordinatore scientifico dell’Associazione Thomas Merton Italia, che ha partecipato al XIII General
Meeting negli USA



Living together with wisdom

Merton’s call to transform our hearts and lives
Sono partito mercoledì 12, con grande entusiasmo, trepidazione ed ogni sentimento positivo si possa avere nel cuore quando, ci si accinge a partecipare ad uno tra gli eventi più importanti della vita di un’Associazione internazionale che si raduna ogni due anni per confrontarsi, crescere insieme e attorno al pensiero di colui che ha segnato la vita di molti e che, mi auguro, continuerà a segnare: Thomas Merton.

Tutte le aspettative sono state esaudite. Ma andiamo con ordine.

Il viaggio è stato tranquillo, lungo ma a destinazione ci sono arrivato ancora con qualche forza che mi ha concesso di gustare il tramonto statunitense prima di addormentarmi pensando a come saranno stati i giorni a venire.
Il giovedì 13 dopo la “registrazione” dei partecipanti, la Conference si è aperta con la celebrazione della Messa, alle 12, presso la Cappella del Campus dell’Università Sacred Heart. Il celebrante, don Anthony Ciorra, di origini italiane ci ha accolti tutti con una bella omelia esprimendo il significato dei giorni che passeremo insieme: una comunità che si raccoglie intorno al Signore, mette al centro la preghiera e, attraverso la riflessione attenta e comunicativa del pensiero di Thomas Merton, riceve forza ed entusiasmo per ritornare, poi, alle proprie attività con più energia, spiritualità e determinazione nel testimoniare Cristo a chiunque incontrerà sul proprio cammino. Niente di meglio per iniziare. Inoltre la mia presenza, come unico italiano è stata ben accolta. Ho avuto modo di rivedere tanti amici già incontrati negli eventi precedenti: Peter Ellis e sua moglie Fiona Gardner, Paul Pearson, rev. fr. John Eudes Bamberger (ex-abate dell’Abbazia del Genesee nello stato di New York), Kathleen Deignan, Anne McCormick, Detlev Cuntz (responsabile della Merton society in Germania)Nass Cannon, Donald Grayston. Ho conosciuto altri come Michael Higgins (autore di Sangue Eretico, [mi ha omaggiato una copia del suo libro autografandola]), Peggy Fox, Ian MacNiven, Paul Dekar, Sue Moesteller, Monica Weiss, David Belcastro. Insomma, in altre parole, ho avuto modo di immergermi nella internazionalità dell’interpretazione del “pensiero mertoniano” .
Dopo questa “full immersion” di presentazioni e di calorosi saluti e “pacche sulle spalle”, si è entrati nel vivo delle “sessioni”.
Venerdì 14 e sabato 15 sono stati giorni molto intensi. Mi sono mosso tra “General session” e “Concurrent sessions”. Ho privilegiato la partecipazione a quelle conferenze che possano ritornare utili allo sviluppo della nostra Associazione come: lo studio e l’insegnamento di Merton, Merton e il dialogo, Merton e la ‘luce interiore’, ecc.

In tutte le giornate c’è stato spazio anche per il relax culturale ma, soprattutto, il confronto con i partecipanti nei vari momenti di pausa tra un evento e l’altro.

Domenica 16, il 13° general meeting si è concluso con la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Abate Emerito dell’Abbazia del Genesse, in Piffard, New York, dom John Eudes Bamberger.

Quello che porto con me in Italia, affinché ognuno di noi possa migliorarsi e di conseguenza, aiutare a migliorare la vita dell’Associazione è una serie interminabile di belle sensazioni. Vi lascio alcune riflessioni che potremmo riprendere in un momento di confronto quando ci troveremo in un prossimo incontro:

  • l’associazione ha bisogno di tutti. Ognuno di noi deve sentirsi parte integrante e propositiva dell’Associazione. Bisogna promuovere di più il senso di appartenenza. fare in modo che i nostri amici, conoscenti, ecc conoscano l’Associazione e che si associno.
  • bisogna fare in modo che i nostri studi su Merton, le nostre letture, i nostri pensieri inizino a girare più frequentemente perché il confronto ci fa crescere e approfondire sempre più la conoscenza del monaco trappista.
  • il “nostro sapere” è per il bene di tutti quindi collaboriamo maggiormente con le proprie disponibilità di tempo e di abilità (ad esempio per le traduzioni dall’inglese).
  • la comunità internazionale di “scholars” ci attende. Coordiniamoci maggiormente per una più incisiva e proficua presenza a livello di apporto scientifico.
  • il legame tra le varie associazioni sparse nel mondo deve rinsaldarsi.
  • tutto ciò potrebbe portarci ad identificare anche un giovane universitario da segnalare per il Daggy Scholarship.

Un caro saluto ed enjoy the pictures! Mario