Merton in Rome

La Thomas Merton Society of Canada ha realizzato, dal 3 al 12 luglio 2012, un pellegrinaggio denominato Merton in Rome nel corso del quale i partecipanti hanno visitato i luoghi conosciuti dal grande scrittore trappista quando era appena diciottenne ma che costituirono dei riferimenti significativi per la sua maturazione. Merton ne parla soprattutto nella sua autobiografia La montagna dalle sette balze , in particolare per quanto riguarda le grandi chiese come quella dei Santi Cosma e Damiano, Santa Prassede, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, San Pietro e Santa Sabina. Fu affascinato dall’arte bizantina e rinascimentale e cominciò a scoprire ‘quella Persona che gli uomini chiamano Cristo’. Qui a Roma iniziò a leggere il Nuovo Testamento e, dopo una misteriosa esperienza di presenza di suo padre, morto ormai da un anno, pregò per la prima volta. E’ singolare inoltre che, durante quel suo viaggio effettuato nel 1933, egli visitò il monastero trappista delle Tre Fontane, in qualche modo presagio della scelta che avrebbe fatto otto anni dopo. Così, con quella esperienza romana, Merton da anonimo turista divenne un ‘pellegrino’.

Il gruppo è stato guidato dalla sua presidente Judith Hardcastle , da Jonathan Montaldo, studioso e organizzatore di seminari , e da Kathleen Deignan, attuale presidente dell’ International Thomas Merton Society.

Il pomeriggio del 5 luglio è avvenuto un incontro tra i canadesi e una consistente rappresentanza della nostra Associazione italiana. Questo è stato occasione per una reciproca conoscenza, per uno scambio di esperienze e per individuare forme di collaborazione finalizzate all’approfondimento e alla diffusione della conoscenza del nostro monaco-scrittore. La mattina del 6 luglio, presso la chiesa anglicana di San Paolo dentro le Mura, i rappresentanti delle due associazioni hanno seguito una relazione di Jonathan Montaldo sull’esperienza interiore di Thomas Merton come una peregrinatio monastica, sul suo essere un viandante nella strada verso Dio. Sono seguite riflessioni da parte dei presenti sul vagabondare come ricerca, sul confine tra la dimensione psicologica e spirituale dell’uomo.